The botanical explorer non ama raccontare le proprie origini né l’età. È un ragazzone presumibilmente cinquantenne dalle spalle larghe e dal volto intenso che sa di avventura. Si è formato alla Michigan State University, parla diverse lingue e se la cava anche con l’italiano. In Italia, per altro, una sua figlia (nata giramondo quanto lui) si sta specializzando in filosofia. In questi giorni Joseph è stato avvistato in Grecia, poi in Germania, infine in Rwanda. E il 2 settembre onorerà Murabilia con la sua presenza. Porterà i propri semi per lo scambio (previsto la mattina di sabato 3 settembre) e, il pomeriggio dello stesso giorno, terrà una conferenza per raccontare i semi di questo nostro pianeta che, per quanto per lui sia diventato piccolo, continua ad essere uno scrigno inesplorato di risorse alimentari e biodiversità vegetale.

L’etnobotanico statunitense Joseph Simcox ha aperto una nuova strada  per la conoscenza sul futuro del cibo. Con oltre trecento viaggi di esplorazione in cento Paesi del mondo, studiando le risorse alimentari offerte dalle piante, Simcox è l’ultimo cacciatore di piante tradizionale o piuttosto il primo di un’era ‘glocal’, tra risorse locali da condividere e salvare dall’omologazione e bisogno di un nuovo rapporto consapevole e sostenibile con il pianeta che ci ospita.

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